
Nell'area settentrionale del territorio falisco spicca, per l'importanza della documentazione archeologica, l'insediamento che sorgeva nel sito dell'attuale Corchiano che ha rivestito, nèll'antichità, un ruolo strategico nel quadro dell'agro falisco, grazie alla posizione particolarmente avanzata e adatta al controllo della via di transito che aggirava i monti Cimini.
Le cosiddette “cavernette falische”, una serie di ripari in grotta qui attestati con una particolare intensità, testimoniano una frequentazione dell'area già nel Paleolitico.

La fase orientalizzante di Corchiano non mostra caratteri di grande originalità rispetto alle ben più brillanti attestazioni di Falerii, sebbene segnali l'esistenza di una comunità in via di espansione e la presenza, all'interno di essa, di un ceto sociale benestante.

La recettività di Corchiano nei confronti degli stimoli culturali provenienti dall'Etruria è attestata dalla realizzazione di un'interessante serie di tombe rupestri a portico la cui tipologia mostra stretti contatti con le tombe di Norchia. Come gran parte dei centri minori del territorio, la documentazione archeologica di Corchiano subisce una netta battuta d'arresto in concomitanza con la distruzione di Falerii (241 a.C.) e la conseguente confisca di metà del territorio da parte di Roma.